Il primo Musical sulla Principessa Diana

Serena Autieri
Diana&Lady D
L'amore ti trova sempre

Scritto e diretto da
Vincenzo Incenzo

Scenografia
Gianni Quaranta
Lighting Design
A. J. Weissbard
Coreografia
Bill Goodson
Costumi
Silvia Frattolillo
Direzione Musicale
Maurizio Metalli

Lo spettacolo
Diana&Lady D

L'amore ti trova sempre

Diana bambina chiuse gli occhi e danzò; sentì la luce delle stelle ondeggiare sotto le sue ciglia. Sognò un mondo meraviglioso. Quando sotto il grande platano del parco confessò il suo amore per Carlo alle amiche il cuore sembrò uscirle dal petto. Il suo primo bacio la stordì di gioia, il suo corpo fioriva nel desiderio, invaso da un turbamento che la sua innocenza non riusciva ad abbracciare. Poi quel flash, violento, come una lama; il primo. Quella luce gelida e impietosa. Fu l’inizio. E fu terribile. La sua anima in quell’attimo si divise in due. Da una parte la bambina sognatrice, dall’altra la fredda principessa. Così mentre Lady D salutava in diretta l’intero pianeta nel matrimonio più fastoso di ogni tempo, Diana nascose nel velo nuziale la prima lacrima. Nella gabbia d’oro della famiglia reale Lady D raggiunse il tetto del mondo, le copertine patinate, i sorrisi, le onorificenze e gli applausi. Diana conobbe l’abisso, il tradimento e la disperazione, cercando riparo inutilmente nei farmaci, in amanti illusori, nell’abbraccio ai poveri e ai malati. Nel fondo di un agosto Diana e Lady D si guardarono; erano state lontane per troppo tempo. Forse il posto per loro non era il mondo ma il cuore della gente, per tutti i tempi a venire.

Un inno alla vita e all’amore.
Il canto di ogni donna che lotta per la sua libertà e i suoi sogni.

La protagonista
Serena Autieri

Serena Autieri illumina le due anime di una delle più grandi icone planetarie del nostro tempo attraverso una prosa appassionante, grandi hit anglosassoni e inediti arrangiati per orchestra, mentre ricercate suggestioni sceniche, contrappuntate dalla magia di un corpo di ballerine acrobate incorniciano la scena.
Attraverso un sorprendente dialogo per voce sola rivive le ultime ore di una delle più grandi icone planetarie del nostro tempo con una prosa appassionante e intense canzoni inedite. Sola sulla scena plasma le due anime in lotta, le fa scontrare, gridare, piangere, innamorarsi, fino ad arrivare al perdono, alla ricomposizione del se’, dopo di cui anche la morte, può essere abbracciata con illuminata tenerezza.

La chiave di lettura

Un luogo comune e abusato considera doppie le personalità eccellenti. Parte pubblica e parte privata da sempre generano suggestioni di contrasti forti, violenti, talvolta fatali. Due anime in lotta, una fragile, l’altra invincibile, che condividono un unico corpo.
Mai come nel caso di Diana però tutto questo è stato così trasparente e autentico. La principessa e la maestrina d’asilo, la bulimica e la filantropa, la mamma e l’amante si sono ostacolate e combattute fino all’ultimo giorno, bruciando una il terreno dell’altra e rivendicando la loro impossibilità di coesistere mentre incessanti scorrevano copertine patinate, sorrisi, onorificenze ed applausi.

Amo Diana. Ho conosciuto la mia fragilità attraverso la sua; la sua forza d’animo dovrebbe guidare ogni donna nel suo percorso di libertà e di amore.

Dove ci trovi
Tour 2017/2018

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Per saperne di più
Approfondimenti

Il sipario si apre sulla notte dell'incidente; notiziari da tutti il mondo nel buio annunciano la morte di Diana. Quando si illumina la scena troviamo Diana nuda, avvolta solo dal velo nuziale, sotto un cumulo di giornali, senza vita. Dall'alto scendono degli angeli cherubini, che rimuovono i giornali e sollevano Diana. I cherubini posizionano le lancette di un grande orologio, due ore indietro. Diana si volta fronte pubblico. Ora è viva, e può riattraversare le ultime due ore della sua vita. Si veste in fretta, va allo specchio per truccarsi. Dodi la sta aspettando nella hall dell'albergo, per fuggire via dall'ennesimo presidio dei fotografi. Ma allo specchio il rossetto le cade di mano. Qualcosa nella stanza la turba. E' l'altra parte di se', la parte pubblica, divenuta icona planetaria. E' Lady D. Diana avverte i suoi rimproveri, i rimpianti e i rimorsi, per una vita inconciliabile con la sua vera natura. Diana piange, ricorda un'infanzia ancora pura, ricorda la scuola, le lezioni di pianoforte, la danza, le amiche, ma anche i primi rancori, l'incubo in famiglia di un erede, un padre assente che l'ha venduto alla famiglia reale. Un mondo cancellato dai suoi doveri di principessa, che l'hanno imprigionata in una gabbia d'oro. Ma ecco in alto sul palco incombere Lady D, in una nuvola di porpora e oro. Anche lei ha visto morire il suo universo. Il matrimonio più fastoso della storia, i grandi incontri, un compromesso accettato con Camilla. Lady D era pronta, ma Diana, la parte liberà di se', non lo ha permesso. Così Lady D strappa indignata il suo velo nuziale, e rivive il primo parto, in una lotta furiosa con se stessa. Reprimere quel figlio in grembo o andare fino in fondo nella grande commedia della vita? La scena si sposta al livello inferiore e troviamo Diana ubriaca, alle prese con i suoi fantasmi e le violenze psicologiche che è costretta a subire. La bulimia, la competizione con Camilla, la mortificazione dei farmaci e l' infelicità sentimentale e sessuale. La sua disperazione diventa una denuncia in favore di tutte le donne, mentre su di lei cala la prigione dell'apparire. A tanta depressione si oppone Lady D, che dall'alto le rimprovera di non cavalcare l'onda degli eventi, e godersi la vita. Lady D, in un vortice di televisori che trasmettono dall'intero pianeta, grida con orgoglio la sua ascesa nel mondo della comunicazione, del glam e della moda. Ma ai primi flash dei fotografi la sua immagine si scompone; si strappa i vestiti di dosso e nuda in scena torna Diana, con la sua disperazione per una vita che non le lascia tregua, privacy e umanità. Rivive la sua parabola sentimentale, dal sogno del principe all'abisso di amanti inutili quanto vigliacchi. Mentre si concede all'ennesimo amante in preda a una voglia totale di annullamento, Lady D, la rimprovera, le ricorda i doveri verso la famiglia, infilando la lama nella carne viva di Diana: i suoi due figli. Diana reagisce con violenza, ferita nel vivo, si dispera. La sua disperazione, i suoi incubi che appaiono ovunque, contagiano ora anche Lady D, che ha un cedimento incredibile quando parla del padre morto, e di un funerale al quale non può partecipare se non accompagnata dai reali. Il suo rigore, la sua aulicità non reggono più. La verità è troppo chiara anche a lei: la sua non è vita e sempre più la sua immagine è diventata pericolosa per la famiglia reale. L'ultimo tentativo di salvarsi lo offre Diana, nello scenario dell'Angola, dove ha raggiunto tanti bambini per la campagna contro le mine antiuomo. I suoi sforzi verso chi soffre, non visti bene a Buckingham Palace, si rivelano però solo gli accessori nobili di una principessa triste. Ora nel buio il rumore di una frenata rompe il silenzio. Lady D e Diana si parlano. Cosa è successo? Lady D ha capito, il tempo è finito. Diana no, crede ancora che tutto sia possibile. Su una grande altalena sospesa nel vuoto Diana e Lady D si parlano con le lacrime agli occhi, mentre controluce la sagoma di una bambina sull'altalena attraversa la scena in senso contrario. Poi l'altalena sparisce in quinta e torna vuota. In un cielo di nuvole ecco Diana e Lady D finalmente unite in una sola immagine ascendere al cielo, dove si illumina il viso di Diana bambina. E' il ritorno all'innocenza, o forse il Paradiso. Ma è soprattutto la scia di luce che la principessa triste lascerà per sempre nel cuore della gente.

Il palco è concepito dall’autore e regista Incenzo su due altezze differenti per restituire al pubblico una lettura polisemica centrata sulla metafora di ‘alto e basso’, dove la principessa dall’alto incombe e la donna in basso soccombe. La scena i fa luogo dell’anima e nostalgico dopomondo grazie al Premio Oscar Gianni Quaranta (Zeffirelli, Irons, Ross, Olmi, Bertolucci) che ha disegnato scenari surrealisti; le il light designer è A. J. Weissbard (Wilson, Stein, Ronconi, Croneberg, Grenaway), che disegna un cosmo cromatico denso di suggestioni; le cadute e le resurrezioni dell’anima di Diana vengono tratteggiate dalle ballerine aeree di Bill Goodson (Michael Jackson, Diana Ross, Gloria Estefan, Moulin Rouge). La luce e il colore incontrano la poesia nei vestiti di Silvia Frattolillo, costumista storica del Teatro italiano. Immanente è la musica, diretta da Maurizio Metalli, a raccontare un cuore e un epoca, con inediti e successi planetari rivisitati e registrati tra Londra e Los Angeles da musicisti di fama mondiale come Russ Miller, Robert Cohen, Matt Bissonette abitualmente al fianco di Elton John, Andrea Bocelli, Nelly Furtado, Tina Turner.

Vincenzo Incenzo

DIANA & LADY D, primo spettacolo teatrale al mondo sulla vita della principessa triste, è scritto e diretto da Vincenzo Incenzo. Nato a Roma da famiglia di musicisti dopo la laurea al Dams ha iniziato il suo percorso di autore. Ha scritto per Renato Zero, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Sergio Endrigo, Premiata Forneria Marconi, Michele Zarrillo, Franco Califano, Ornella Vanoni, Patty Pravo, Albano,Tosca e tanti altri. Ha collaborato e scritto canzoni con Armando Trovajoli. Molte le sue presenze come autore al Festival di Sanremo: tra le canzoni “Cinque Giorni”, eseguita nel mondo in più versioni, “Strade di Roma”, “Che sarà di me”, “L’elefante e la farfalla”, “L’acrobata”, “Gli Angeli”, “Il passo silenzioso della neve”, “Un altro amore no”, “L’alfabeto degli amanti”,  “Nel perdono”.

Per il teatro ha scritto la versione italiana del musical di fama mondiale “Romèo e Juliette” di Gèrard Presgurvic, con lui diventato “Romeo & Giulietta, Ama e cambia il mondo” diretto da Giuliano Peparini; il libretto e le liriche di “Dracula Opera Rock” su musiche della PFM, diretto da Alfredo Arias; “La Sciantosa”, diretto da Gino Landi; la versione italiana delle canzoni di “Menopause the Musical” di Jean Linders, diretto da Manuela Metri, di “Squali” di A.L. Recchi, diretto da Recchi, e di “Tango delle ore piccole” di Puig, diretto da Giovanni De Feudis. Ha collaborato a “Lennon & John” di Lucariello/Speranza, ha scritto le musiche di “Cassandra e il re”, di G. Arghirò e la regia di “Ingresso indipendente” di Maurizio De Giovanni.

Ha pubblicato i libri “La partitura infernale, eventi sonori nelle bolge dantesche” (Ed. Fonopoli- 2002), “Il Sorriso d’avorio d’una ragazza d’ebano” (Ed. LietoColle-2004), “Cinema mundi” (LietoColle -2011), “La canzone in cui viviamo” (No Reply- 2011), “Valentina Giovagnini tra vita e sogno” (Zona-2012), “#Romeo&Giulietta nel Duemilaniente” (No Reply - 2014), e “ZERO” (Tattica-2014). È presente in varie antologie poetiche e collabora con molte riviste a carattere artistico.

Per la televisione ha scritto le canzoni della fiction “Non smettere di sognare” (Mediaset- 2012); “Capodanno di Canale 5 ″ (Mediaset- 2013); “Una storia mai raccontata così, Romeo & Giulietta ama e cambia il mondo” (RAI-2013)

Per la sua attività di autore e scrittore ha ricevuto due volte il Premio Lunezia, il Premio SIAE Autori, il Premio Giffoni Film Festival, il Premio Nazionale Liolà, la Medaglia d’argento della Camera dei Deputati, il Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto, il Diploma honoris Causa in lettere dall’ I.S.L.A.S., il Premio Antonio de Curtis, il Premio Federico II al Festival di Calvi, il Premio Internazionale di poesia Città di Sassari e il Premio Poggio Bustone dedicato a Lucio Battisti.

È direttore artistico di Fonòpoli, per cui ha realizzato i format “Ulisse”, “Io e l’altro”, l’evento live itinerante “Fonopoli in scena” e ha fondato la rivista di arte e cultura “Icaro”; dirige la rivista dell’associazione “Infonopoli”.

È direttore artistico e autore dei testi della mostra “ZERO” (2014), dedicata a Renato Zero.Oltre alla professione di scrittore si dedica alla didattica, con stages continui sulla scrittura creativa, e alla pittura.

Gianni Quaranta

Premio Oscar e Commendatore della Repubblica Italiana, laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera, è stato direttore degli allestimenti scenici del Teatro La Fenice di Venezia nella stagione 1972-73 e del Teatro dell’Opera di Roma nella stagione 1984-85. Ha curato le scenografie teatrali di spettacoli di Mauro Bolognini, Filippo Crivelli, Giorgio Ferrara, Giancarlo Menotti, Luca Ronconi, Franco Zeffirelli. Scopri di più

A. J. Weissbard

A. J. Weissbard è un lighting designer e artista americano; lavora in tutto il mondo per teatri, video, esibizioni, istallazioni architettoniche permanenti. Ha collaborato con Robert Wilson, Peter Stein, Luca Ronconi, Daniele Abbado, Marina Abramovic, Bernard Sobel, Peter Greenaway, William Kentridge, David Cronenberg, Andriy Zholdak, Shirin Neshat, Gae Aulenti, Richard Gluckman, Matteo Thun, Giorgio Armani, Hugo Boss, e la “Martha Graham Dance Company”. Scopri di più

Bill Goodson

Coreografo e danzatore di successo planetario, ha ballato e coreografato i video dei Jackson Five, Michael Jackson, Diana Ross, Steavie Wonder, Gloria Estefan; ha lavorato per i Grammy Awards e per i films "Electric Boogaloo", "Jewel of the Nile" e "Back to School". Scopri di più

Silvia Frattolillo

Esordisce nel 1977 con il grande cinema, assistente di Piero Tosi e di Alberto Verso. Nel 1981 si trasferisce a New York dove ha vissuto per 7 anni collaborando come costumista con Rai Corporation, HBO ed altri importanti cable Tv. Il suo primo film firmato da costumista è di Alberto Sordi, nel 1987, Un tassinaro a New York. Scopri di più

Maurizio Metalli

Musicista, compositore, arrangiatore, produttore con molti anni di esperienza nei migliori studi di Los Angeles, dove nel 2008 ha fondato L.A. Music Sessions, una compagnia specializzata nelle registrazioni long-distance con turnisti Multi-Platinum e nominati ai Grammy Awards, tra cui il batterista Russ Miller (Christina Aguilera, Tina Turner, Natalie Cole), il percussionista Luis Conte (James Taylor, Barbra Streisand, Phil Collins), il batterista Gregg Bissonette (David Lee Roth, Joe Satriani, Steve Vai), il bassista Matt Bissonette (Elton John, Joe Satriani, Ringo Starr). Scopri di più

DIANA

Sono sul fiume, con lui quando per la prima volta mi bacia.
Il mio primo bacio d’amore. Una gioia che quasi fa male mi invade la pancia, i battiti si fanno furiosi. Il suo odore diventa il mio, in un attimo. Non ho più la pelle, lui è ovunque in me. La percezione del mio viso sotto le sue dita mi stordisce. Tutto il mio corpo ascolta.
Ah, quando sono tornata all'asilo, e ho raccontato tutto alla signora Mary!
"Tu? Tu con il principe?"
Io… io cerco di dissuaderla… ma no, Mary, non succederà nulla, Carlo ha già trentun anni ed io solo diciannove!
Poi quel flash, violento, come una lama; il primo. Quella luce gelida e impietosa …
Ho eluso tutti nelle passeggiate al fiume, sono veloce tra gli alberi, sono brava a scappare, ma la caccia alla nuova fiamma di Carlo ormai è furiosa.
Ci mettono poco i giornalisti a stanarmi.
Mi sorprendono all'asilo, durante l'orario di lavoro.
Ho una gonna leggera, e la luce del sole lascia trasparire il profilo delle mie gambe.
Fu l'inizio.
E fu terribile.
Mi uccisero l'anima con un flash, in un giorno qualunque.

LADY D

Tengo in equilibrio il diadema di diamanti sulla testa mentre percorro la navata. Ho provato e riprovato i tempi e le posizioni.
Parte l'assolo di tromba di Jeremiah Clarke mi avvio… lentamente… papà al mio fianco, non si è ancora ripreso bene dal suo infarto.
Cammino. Alla mia destra Margareth Thatcher.
Alla mia sinistra, più indietro… Camilla!
Ecco il tuo incubo di ragazza gelosa e nevrotica, Diana! Camilla!
Loro esistevano prima di te, e tu avresti dovuto essere più concreta, una volta almeno nella tua vita! Inadeguata, sempre!
Tu, tu hai fatto snervare tutti, gli stilisti, le sarte. Dimagrivi, continuavi a dimagrire, sette, dieci, dodici chili, continui aggiustamenti del vestito, un'ossessione! Ormai andavano a caso, per tentativi!
Ed hai continuato. Sull'altare che fai? Inverti i nomi di Carlo. Filippo Carlo. Disastrosa! Quante volte avevi provato? E poi fuori, sul balcone per i saluti alla folla; quella faccia da sposina delusa per quel bacio che non arrivava.
Sorridere, solo sorridere! Questo ti era stato chiesto! Avrei voluto ucciderti!

DIANA

C’è un gesto, che si perde con l’infanzia, che è la più alta espressione della tenerezza e dell’amore. È quando nostra madre ci veste; succede da piccoli e dopo mai più. Tutti pensano a spogliare il proprio amore, mai a rivestirlo. Solo nostra madre lo fa, quando siamo piccoli.
Conosci qualcosa di più tenero? Una volta e mai più.
Ecco, io… io avrei voluto vivere quel gesto per la seconda volta con lui. Un mattino, un mattino almeno, in quei momenti in cui gli occhi si abituano piano alla luce e ai primi rumori del giorno, essere rivestita da lui.

LADY D

Povera Diana… povera ragazza in gabbia…
E' una storia già scritta, dove gli sciacalli inzuppano il pane. Un classico. Infanzia solitaria, il riscatto del successo, la paranoia, e la distruzione. E' un classico, Diana.
Abbiamo vissuto la vita come una candela nel vento. La verità ci porta a piangere, tutte le nostre parole non possono esprimere nulla. Siamo una candela al vento.
Non bastano più le ali della compassione. Non basta dare amore agli altri. Hai portato del bene a tutti, tranne che a te stessa. L’amore per noi…quello… non è esistito.
Prima, guardandomi nello specchio ho visto la grazia del mio corpo offuscata nella porpora, spenta nell’oro, sepolta nella polvere dei colori più falsi: ho visto te.
Cercavo di scacciarti dalla mia mente. Quando si scivola sul fondo, la superbia è pronta a consolarti per evitarti l’umiliazione.
Umiltà: provavo orrore per questa parola che fa crollare i castelli. Ma vedi, vedi quanto ci somigliamo. Non c’è più il tempo Diana!
Quelle come noi sono sempre rincorse, anche dopo la morte.
Vedi? Papà non è venuto a salvarci neanche questa volta, siamo sole, come dietro quel cancello di tanti anni fa…

  • THE SOUND OF SILENCE
  • WONDERFUL LIFE
  • * IL MIO MONDO RUN BABY RUN
  • ** PERDONAMI (BOHEMIAN RHAPSODY)
  • ** M’INNAMORERÒ (WHEN I FALL IN LOVE)
  • ** PARLAMI (PROMISE ME)
  • DUCK SAUCE
  • * QUANDO TU ERI QUI CANTO DELL’ANGOLA
  • I FEEL YOU
  • * DAGLI OCCHI DELL’UNIVERSO
  • ** SEMPRE (SOMEWHERE)
  • GOODBYE ENGLAND’S ROSE
* (V. Incenzo – F. Arpino)
* * (adattamenti in italiano di V. Incenzo)

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